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Come ogni giorno il ragazzino prese il suo game boy, stavolta si sentiva esaltato, la madre gli aveva comprato ciò che desiderava tanto per natale, il game shark.
Andò da un suo amico, lui era molto più esperto al riguardo e insegnò al bambino come mettere i codici, gli diede dei fogli, lui era più emozionato che mai, avrebbe battuto tutti i suoi amici appena avrebbe avuto mew, lugia, ho-ho.
Il bambino si sentiva più forte reggendo il game shark, lui sapeva di essere il primo nella sua combriccola ad averne uno.


Quando tornò a casa mise il Game shark nel game boy, gli apparve la schermata dei codici li usò ed inserì verde foglia.

Per cominciare ebbe novantanove master ball, poi usò quelle per catturare tutti i leggendari che reputava migliori, mise le caramelle rare e li portò tutti al cento.

Lui avrebbe battuto tutti con quell'osannato oggetto, così tanto proibito ma al tempo stesso intrigante, era la mela dell'eden del game boy.

Il bambino si sentì in colpa, lui aveva alterato la realtà che conosceva, e aveva oramai salvato la partita, con il suo folle gesto, il bambino distrusse la magia.

Come ogni giorno Red si preparò ad andare in giro per la regione, lui sognava, sognava di volare, di nuotare, di scavare enormi buche, ogni giorno, colui che era "oltre lo schermo" dispensava a Red una dose di emozioni incomparabile, quelle emozioni che lo avevano spinto in giro per il mondo.
Lui poteva vedere la felicità negli occhi del bambino, Red andò nell'erba alta, si preparò a lottare con Charizard al livello sessantotto, era il pokèmon preferito di Red, e in un certo senso sapeva che piaceva molto anche al bambino.
Iniziarono a lottare, Red non si capacitò di quello che stava succedendo, vedeva i frammenti di tanti diversi pokèmon, ogni frammento si ricongiungeva ad un altro, fino a formare un Mew, Red cominciò a lottare, lui però non voleva combattere, lui riusciva a scorgere un bagliore di tristezza in quel pokèmon, ad ogni attacco il ragazzo si sentiva in colpa, non era una lotta, era qualcosa di indescrivibilmente sbagliato.

Red si domandò come facesse il bambino a non vedere la disperazione negli occhi di mew.

L'allenatore prese qualcosa dallo zaino, era una master ball, la lanciò e catturò quell'esemplare di mew.

Venne il buio, poi di nuovo la luce.

Red si trovava nello stesso posto di prima, avanzò nell'erba alta, di nuovo i frammenti di pokèmon, e poi apparve ho-ho, Red vedeva ancora la tristezza nei suoi occhi, il ragazzo con il cappello rosso lanciò un'altra di quelle strane pokè ball viola, che solo una volta aveva usato prima di quel giorno.
Lui non capiva, gli avevano detto che ne esisteva solo una in tutta la regione.
Poi comparve un Lugia e lui lo catturò, e fece così anche per Celebi e Deoxys, non capiva il motivo dell'esaltazione della persona "oltre lo schermo".

Come faceva il bambino a non vedere la tristezza?
Red se lo domandò ancora una volta.
Ma oramai era finita, Il bambino stava portando Red fuori dall'erba alta, ora si trovava al centro pokemon.

Venne il buio.

Il bambino aveva trovato un codice nuovo, aveva cercato su internet di Missign0, era una leggenda famosa tra i suoi amici, nessuno lo aveva, ma tutti cercavano un modo per ottenerlo.
Cercò dei codici e li trovò, li digitò nel Game Shark e fece partire il gioco.

Red si trovava al centro pokemon, uscì ed andò nell'erba alta, di nuovo quei frammenti quadrati, stavolta non formavano niente che Red conosceva, era una forma indefinibile, fatta di quei frammenti che prima di quel giorno Red non aveva visto.
Il bambino fece catturare il pokemon a Red e lo depositò subito al centro, stavolta aveva assunto la forma del cucciolo di kangaskhan, era strano perché Red non ne aveva mai visto uno fuori dal grembo materno.
Ad un tratto Red si accorse di avere un uovo nella borsa, fece un passo ed esso si schiuse.
Uscì da esso il nulla.

Red andò via dal centro pokèmon, ad un tratto si accorse che tutto si stava frammentando, Red notò una lacrima che rigava il volto del bambino, poi il cielo divenne scuro, il bambino aveva spento il gioco nella speranza di salvarlo, ma Red era ancora lì.
E scappò, andò via dalla città, ma in poco tempo il suo corpo fu consumato da quei frammenti, disordinati, di varie e forme, ma soprattutto, bianchi,
Bianchi come il nulla, il nulla che distrusse tutto e lo assimilo facendolo diventare a sua volta nulla.

Era la fine, la fine del dolore, la fine della gioia, la fine del divertimento, la fine della magia che si nascondeva dietro a quel semplice gioco.

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